Ripartiti dopo l’emergenza Coronavirus, ecco cosa abbiamo fatto durante il lockdown.

L’emergenza Coronavirus ha bloccato in un istante i progetti, le azioni e i programmi della nostra vita. È stata come un’onda che ci ha travolto e lasciato da un giorno all’altro a cercare nuove soluzioni pratiche per portare avanti l’assistenza ai pazienti, la ricerca scientifica in sicurezza per tutti, pazienti e professionisti. Il nostro lavoro durante questi cinquanta giorni è stato costante e ha generato frutti eccezionali.

Come abbiamo affrontato l’epidemia Covid-19

Affrontare all’inizio l’epidemia Covid-19 non è stato semplice, nessuna indicazione dal Ministero o dalle altre autorità. Il nostro Istituto non era obbligato a chiudere, ma abbiamo deciso di farlo per preservare la salute dei nostri pazienti e del personale. Così il 10 marzo, sulla nostra lavagna, abbiamo segnato la data del 14 aprile come possibile riapertura: una data che ci sembrava piuttosto lontana e per cui ci auguravamo tutti che il peggio sarebbe passato. E invece la situazione pandemica ci ha obbligato a aggiornare la data sulla nostra lavagna al 4 maggio. Durante questi cinquanta giorni ci siamo organizzati, abbiamo lavorato tutti dalle proprie case grazie al telelavoro, abituandoci a fare le riunioni in videoconferenza. Ci mancavano il contatto fisico, le chiacchiere, le interazioni tra noi e con i pazienti, ma prima di tutto viene la sicurezza.

 Anche nell’emergenza vogliamo offrire il meglio

Tutto il personale, sia quello amministrativo che quello sanitario, si è messo a disposizione per aiutare a riaprire responsabilmente, ci siamo suddivisi nei quattro compiti principali:

  • contattare i pazienti per spostare tutti gli appuntamenti (oltre 2.500 e per ben 2 volte dato lo spostamento dell’apertura) oltre a fornire assistenza per i nuovi appuntamenti.
  • Assistere i nostri pazienti attraverso email e in casi selezionati con contatti diretti, oltre 2.000 conversazioni email in 50 giorni.
  • Organizzare ed eseguire i lavori per l’aumento delle già elevate misure di sicurezza sanitarie della clinica, con una spesa di oltre 150.000 euro.
  • Continuare la ricerca scientifica e l’aggiornamento.

È stato uno sforzo enorme, ma eravamo pronti a sostenerlo per garantire qualità e sicurezza a chi frequenta la nostra clinica.

Cosa abbiamo fatto per i nostri pazienti

Nonostante l’emergenza non potevamo certo lasciare da soli i nostri pazienti: le terapie dovevano continuare e le nuove consulenze non potevano fermarsi. Così abbiamo comunicato e assistito via email e in alcuni casi skype i pazienti, basandoci sulle loro cartelle cliniche e sulle loro domande. Nel periodo di chiusura abbiamo avuto oltre 4500 conversazioni via email con i nostri pazienti, tutte a titolo gratuito.
Nel frattempo, la nostra amministrazione lavorava da casa per acquistare il necessario e organizzare la nuova burocrazia, così da essere pronti per la riapertura.

Un’aria pulita per combattere il virus

Sapendo che il veicolo principale di trasmissione del virus è l’aria, abbiamo deciso di fare un ingente investimento sul nostro impianto di aereazione, per garantire aria sempre pulita e sanificata. Abbiamo quindi installato un moderno sistema che prende l’aria pulita dall’esterno e la introduce all’interno e viceversa per 9 volte ogni ora in ogni ambiente, senza che tra i due flussi avvenga alcuna commistione. Un impianto all’avanguardia, paragonabile a quelli installati nei reparti ospedalieri di malattie infettive. L’impianto stesso viene poi regolarmente sanificato a sua volta in ogni sua parte. Per aumentare l’igiene dei nostri ambienti, inoltre, in ogni stanza abbiamo predisposto delle apparecchiature a colonna che purificano ulteriormente l’aria attraverso un la luce ultravioletta C di ultima generazione che elimina muffe, batteri e virus. Non ancora soddisfatti, abbiamo adottato un nuovo macchinario, HYGENIO che, spruzzando disinfettante, sterilizza le superfici in 30 secondi, così da impedire il proliferare e la crescita di batteri fino a 70 ore. Un’aria e un ambiente puliti sono la prima arma contro la diffusione del virus.

La nostra ricerca non si è fermata

dermacademy covid-19

In questo periodo di chiusura non si è fermata neanche la nostra attività di ricerca, che ha ottenuto, nonostante le difficoltà dovute al lockdown, ottimi risultati. Abbiamo infatti pubblicato un lavoro scientifico dedicato al nostro nuovo software di riconoscimento della vitiligine. Il software analizza le fotografie scattate con l’aiuto della luce nera, che evidenzia la differenza tra la pelle sana e la pelle affetta da vitiligine, ed è in grado di riconoscere la presenza del disturbo o meno. Oltre a riconoscere pazienti affetti o meno da vitiligine il tool può inoltre analizzare i dati raccolti così da produrre dati statistici utili a indicare ad esempio le zone più colpite.
Abbiamo infine organizzato, insieme all’AIDA, Associazione Italiana Dermatologi, il Primo Congresso Nazionale online che sarà possibile seguire per gli addetti ai lavori in diretta streaming il 27, 28, 29 e 30 Maggio oppure on demand sul portale dedicato.

Cosa troverete a Dermacademy

Per organizzare il vostro ritorno a Dermacademy abbiamo iniziato dall’adottare misure che garantissero un ambiente sano e sicuro. Abbiamo dotato tutto il nostro personale di mascherine FFP2 monouso, da cambiare una volta al giorno, e abbiamo installato le migliori barriere in plexiglass a dividere i pazienti dagli addetti alla reception. Abbiamo previsto che ogni ambulatorio sia completamente sanificato alla fine di ogni singola visita, tra un paziente e l’altro. Non contenti, abbiamo deciso di igienizzare l’intera struttura a inizio giornata tramite ditta specializzata e certificata ospedaliera, la CFT, in grado di offrirci il servizio di qualità che stavamo cercando. All’ingresso dell’istituto, inoltre, abbiamo organizzato la postazione Triage dove un’infermiera misurerà la temperatura, fornirà mascherina, oltre a controllare i dati sanitari relativi al Covid-19. Questa procedura ci permettere di far accedere alla struttura solo persone completamente sane e di limitare al limite la possibilità di contagio.

Ricominciamo nella massima sicurezza

Dopo tutto questo tempo grazie a questi cambiamenti, e dopo 2 settimane di apertura, siamo orgogliosi di ricevere nuovamente i nostri pazienti. Abbiamo deciso di chiudere in questo periodo per poterci concentrare su come rendere più sicuro il nostro istituto e ce l’abbiamo fatta. Ovviamente vi ricordiamo che anche voi dovete fare la vostra parte: indossare mascherina, lavarvi frequentemente le mani, non accedere alla struttura se non in perfetta salute e mantenere le distanze di sicurezza. Se ognuno darà il suo piccolo contributo, ne usciremo presto!

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Ci Scusiamo per il disagio, stiamo aggiornando la nostra struttura
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