Mastopessi a Pisa: lifting del seno, con o senza protesi
La mastopessi è l’intervento che risolleva il seno cadente: riporta in alto capezzolo e areola, rimodella la ghiandola e toglie la pelle in eccesso. Se il seno ha perso anche volume, si può associare una protesi. All’Istituto Dermacademy di Pisa si esegue nella sala operatoria certificata ISO 5, in sedazione profonda o anestesia generale secondo la valutazione dell’anestesista; si torna a casa in giornata.
In sintesi
| Cosa corregge | Seno cadente (ptosi mammaria), capezzolo basso, areola allargata, seno svuotato dopo gravidanze o dimagrimento |
| Anestesia | Sedazione profonda o anestesia generale, secondo la valutazione dell’anestesista, presente per tutta la durata |
| Dove | Sala operatoria certificata ISO 5 dell’Istituto Dermacademy, via Darsena 2, Pisa |
| Durata | Circa 2–3 ore; un po’ di più se si inserisce anche una protesi |
| Ricovero / dimissione | Si torna a casa in giornata, accompagnati; se lo desideri, albergo vicino convenzionato con l’Istituto |
| Punti e drenaggi | I punti, in parte riassorbibili, vengono gestiti ai controlli; il chirurgo valuta se applicare un drenaggio; quando c’è, si toglie in genere nei primi giorni |
| Ritorno al lavoro | In genere 7–14 giorni; sport dopo 4–6 settimane |
| Chirurghi | Dott. Fabio Quercioli · Dott. Ludovico Palla |
| Prima dell’intervento | Visita chirurgica (200 €, scalata), esami pre-operatori ed eventuali esami del seno indicati dal chirurgo (esterni, a tuo carico), visita anestesiologica prima dell’intervento (compresa) |
| Costi | Su preventivo scritto dopo la visita |
Quando è indicata la mastopessi
Il seno “cade” quando la pelle e i legamenti che lo sostengono si allungano e la ghiandola scende sotto il solco sottomammario: i medici la chiamano ptosi mammaria. Le cause più frequenti sono gravidanze e allattamento, un dimagrimento importante, gli anni e la menopausa, la predisposizione personale e il fumo. La mastopessi è indicata quando:
- il capezzolo si trova all’altezza del solco o più in basso, oppure guarda verso il basso;
- il seno appare svuotato nella parte alta e “pieno” solo in basso;
- l’areola si è allargata o i due seni sono molto diversi tra loro.
I gradi di ptosi (classificazione di Regnault)
Per descrivere quanto il seno è sceso, i chirurghi usano la classificazione di Regnault. Il riferimento è la posizione del capezzolo rispetto al solco sottomammario, la piega dove il seno incontra il torace:
- Grado I (lieve): il capezzolo è all’altezza del solco.
- Grado II (moderata): il capezzolo è sotto il solco, ma ancora sopra il punto più basso del seno.
- Grado III (grave): il capezzolo è nel punto più basso del seno e guarda verso il basso.
- Pseudoptosi: il capezzolo è al posto giusto, ma la ghiandola è scesa sotto il solco e il seno appare svuotato in alto. È il quadro tipico dopo l’allattamento.
Il grado di ptosi, con la pelle in eccesso e il volume residuo, orienta la tecnica e quindi le cicatrici.
Quando si rimanda o si valuta con attenzione: età inferiore a 18 anni, salvo casi particolari; peso non stabile o dieta in corso; gravidanza o allattamento in corso o programmati a breve; fumo, da sospendere prima e dopo l’intervento perché rallenta la guarigione; noduli del seno non ancora studiati con ecografia o mammografia; malattie non controllate, terapie anticoagulanti o antiaggreganti (le gestisce il medico, non vanno sospese da sé); aspettative che l’intervento non può soddisfare.
Cos’è la mastopessi e quali tecniche esistono
La mastopessi rimodella il seno con il tessuto che hai già: il chirurgo sposta in alto areola e capezzolo mantenendoli attaccati a un “peduncolo” di ghiandola che garantisce sangue e nervi, ricompatta la ghiandola e toglie la pelle in eccesso. Non riduce in modo significativo il volume (per questo esiste la mastoplastica riduttiva) e non lo aumenta senza protesi. Il disegno delle incisioni cambia con il grado di ptosi.
Mastopessi periareolare
L’incisione corre solo intorno all’areola. Permette di sollevare il capezzolo di pochi centimetri e di ridurre un’areola allargata. È indicata nella ptosi lieve (grado I) e nella pseudoptosi, spesso insieme a una protesi. Se si chiede troppo a questa tecnica, l’areola tende ad allargarsi di nuovo e il seno resta appiattito.
Mastopessi verticale
All’incisione intorno all’areola si aggiunge una linea verticale dall’areola al solco: la cicatrice ha la forma di un lecca-lecca. È la tecnica più usata nella ptosi moderata (grado II): rimodella bene la ghiandola e dà proiezione al seno.
Mastopessi a T invertita
Alle due incisioni precedenti si aggiunge una linea orizzontale nel solco sottomammario, nascosta dalla piega del seno: la cicatrice ha la forma di un’ancora. Serve quando la pelle in eccesso è molta, nella ptosi grave (grado III) e dopo grandi dimagrimenti.
Con o senza protesi
Quando il seno ha anche perso volume, soprattutto nella parte alta, la sola mastopessi lo risolleva ma lo lascia piccolo: in questi casi si associa una protesi mammaria (mastopessi additiva), scelta per forma e volume alla visita come nella mastoplastica additiva. Quando il volume ti soddisfa, la protesi non serve e si evitano i suoi rischi specifici. Per un modesto aumento nella parte alta si può valutare il lipofilling con il tuo grasso.
In uno o in due tempi. Mastopessi e protesi si possono eseguire nello stesso intervento oppure in due tempi, a distanza di alcuni mesi. L’intervento unico comporta un solo recupero, ma è più impegnativo e in letteratura ha un tasso di ritocchi un po’ più alto; i due tempi sono più prudenti nella ptosi grave, con pelle molto sottile o per protesi grandi. Il chirurgo valuta la soluzione più adatta e te la spiega alla visita.
Come si svolge
- Visita chirurgica. Il chirurgo misura la posizione del capezzolo, la qualità della pelle, il volume e la simmetria; chiede gravidanze, allattamenti, variazioni di peso, farmaci e familiarità per tumori del seno. Ti indica tecnica ed eventuale protesi e ti consegna il preventivo scritto.
- Preparazione. Esami pre-operatori e, se il chirurgo li ritiene necessari, ecografia o mammografia, fuori dall’Istituto e a tuo carico. Sospensione del fumo e, su indicazione medica, dei farmaci che aumentano il sanguinamento. Scopri il percorso chirurgico dell’Istituto.
- Il giorno dell’intervento. Digiuno secondo le indicazioni dell’anestesista, accompagnatore. Visita anestesiologica (compresa nel prezzo); in piedi, il chirurgo disegna sulla pelle la nuova posizione dell’areola e le linee di incisione.
- L’intervento. In sedazione profonda o anestesia generale, il chirurgo esegue le incisioni, solleva e rimodella la ghiandola, riposiziona l’areola e, se previsto, inserisce la protesi. Chiude le incisioni, valuta se applicare un drenaggio e applica medicazione e reggiseno contenitivo (da acquistare a parte).
- Dopo l’intervento. Anestesista e chirurgo confermano la dimissione e torni a casa in giornata, accompagnata, con istruzioni scritte.
- Controlli. Prima medicazione nei primi giorni, poi controlli programmati nei mesi successivi, compresi nel prezzo.
Il percorso in sala ISO 5
- Visita chirurgica con il chirurgo (200 €, scalata dal costo dell’intervento se si procede).
- Esami pre-operatori e visita anestesiologica: sangue, ECG (altri secondo età e storia clinica) fuori dall’Istituto, a proprie spese; visita anestesiologica in Istituto subito prima dell’intervento, compresa nel prezzo.
- Intervento nella sala operatoria certificata ISO 5 dell’Istituto Dermacademy, in sedazione profonda o anestesia generale secondo l’intervento e la valutazione dell’anestesista, presente per tutta la durata.
- Dimissione: anestesista e chirurgo confermano la dimissione e si torna normalmente a casa in giornata, accompagnati. Se lo desideri, puoi soggiornare in un albergo vicino convenzionato con l’Istituto.
- Controlli post-operatori, medicazioni e rimozione dei punti compresi nel prezzo, con assistenza medica e infermieristica: nelle prime 24 ore hai un numero di cellulare dedicato a cui risponde un medico qualificato.
Recupero
| Quando | Cosa aspettarsi |
|---|---|
| Primi 2–3 giorni | Dolore moderato e tensione, controllati dagli analgesici; gonfiore e lividi. Reggiseno contenitivo giorno e notte, busto sollevato a letto. |
| 1 settimana | Prima medicazione e controllo; eventuali drenaggi già rimossi. Puoi muoverti e camminare. |
| 7–14 giorni | Ritorno al lavoro per la maggior parte delle persone, se non è fisico. Niente pesi né braccia sopra la testa. |
| 3–4 settimane | Guida e attività quotidiane normali. Il gonfiore si riduce. |
| 4–6 settimane | Sport e attività fisica; si abbandona il reggiseno contenitivo su indicazione del chirurgo. |
| 3–6 mesi | Il seno si assesta e prende la forma definitiva. Proteggi le cicatrici dal sole. |
| 12–18 mesi | Le cicatrici maturano e si schiariscono. |
Una cicatrice che resta arrossata o ispessita si può trattare: vedi cicatrici e cheloidi.
Rischi e possibili complicanze
Le complicanze gravi sono rare. Il chirurgo le illustra alla visita e le trovi nel consenso informato:
- ematoma o raccolta di siero, che a volte richiedono un drenaggio;
- infezione della ferita;
- ritardo di cicatrizzazione, più frequente dove le incisioni si incontrano e nelle fumatrici;
- cicatrici più larghe, arrossate o ispessite del previsto;
- riduzione o alterazione della sensibilità di capezzolo e areola, di solito temporanea, raramente permanente;
- sofferenza della pelle dell’areola fino alla necrosi parziale: rara, più probabile nelle fumatrici e nelle ptosi gravi;
- asimmetrie di forma, volume o posizione delle areole, che a volte richiedono un ritocco;
- nuovo cedimento del seno nel tempo (recidiva della ptosi);
- con la protesi: contrattura capsulare, spostamento o rotazione, rottura, e le altre complicanze descritte nella pagina sulla mastoplastica additiva.
Risultati: cosa aspettarsi
La mastopessi riporta il seno più in alto, con capezzolo e areola centrati e proporzionati, e restituisce pienezza alla parte alta soprattutto se si aggiunge una protesi. Il risultato si apprezza dopo 3–6 mesi, quando il seno si è assestato.
Quanto dura. Il risultato è stabile per molti anni, ma il seno continua a invecchiare e risente della gravità: la pelle può rilassarsi di nuovo, soprattutto se era molto sottile. Gravidanze e variazioni di peso importanti dopo l’intervento possono far perdere parte del risultato; per questo conviene operarsi a peso stabile e, se possibile, dopo aver concluso le gravidanze. Un seno operato con protesi può richiedere, a distanza di anni, la sostituzione delle protesi.
Sensibilità e allattamento. Capezzolo e areola restano collegati alla ghiandola, perciò la sensibilità di solito si conserva, anche se nei primi mesi può essere ridotta o alterata. L’allattamento resta in genere possibile, ma non può essere garantito: dipende dalla tecnica e da quanto tessuto viene spostato.
Il risultato dipende da anatomia, età, pelle e guarigione individuale: la visita serve a valutare aspettative realistiche. Le cicatrici sono permanenti: con il tempo diventano sottili e chiare, ma non scompaiono.
Quanto costa la mastopessi a Pisa
| Prestazione | Prezzo |
|---|---|
| Mastopessi, con o senza protesi, in sala operatoria ISO 5 | preventivo scritto dopo la visita (comprende anestesista, sala operatoria, controlli e medicazioni) |
| Visita specialistica chirurgica (scalata dal costo dell’intervento se si procede) | 200 € |
| Rimozione dei punti, medicazioni e controlli post-operatori | compresi nel prezzo dell’intervento |
| Reggiseno contenitivo | da acquistare a parte |
Il costo dipende da tecnica, eventuale protesi, durata dell’intervento e interventi combinati nella stessa seduta, possibili a giudizio del chirurgo. Il preventivo viene consegnato per iscritto dopo la visita, prima dell’intervento.
Chi esegue l’intervento
- Dott. Fabio Quercioli, chirurgo plastico, specialista in Chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica (Università di Firenze, 2010). Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Firenze, n. 12344.
- Dott. Ludovico Palla, chirurgo plastico, specialista in Chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica (Sapienza Università di Roma, 2015), dottorato di ricerca in chirurgia oncoplastica della mammella (Università di Roma Tor Vergata). Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Roma, n. 56412.
Dove siamo
Istituto Dermacademy, via Darsena 2, 56121 Pisa: sala operatoria certificata ISO 5. L’Istituto si raggiunge facilmente anche da Lucca, Livorno, Viareggio, La Spezia e Firenze.
Domande frequenti
La mastopessi lascia cicatrici?
Sì, sempre: intorno all’areola (periareolare), con in più una linea verticale fino al solco (verticale) o anche una linea nel solco sottomammario (T invertita). Maturano in 12–18 mesi e diventano sottili e chiare, ma non scompaiono.
Quanto costa la mastopessi a Pisa?
In Dermacademy il costo è su preventivo scritto dopo la visita chirurgica, che costa 200 € e viene scalata se si procede. Il preventivo dipende da tecnica, eventuale protesi, durata dell’intervento e interventi combinati, e comprende anestesista, sala operatoria, controlli e medicazioni.
Mastopessi con o senza protesi: come si decide?
Se il seno è cadente ma il volume ti soddisfa, basta la mastopessi. Se ha perso volume, soprattutto nella parte alta, si associa una protesi, nello stesso intervento o in due tempi. La scelta si fa alla visita.
Si può allattare dopo la mastopessi?
In genere sì, perché capezzolo e areola restano collegati alla ghiandola. Non può però essere garantito: dipende dalla tecnica e da quanto tessuto viene spostato. Se programmi una gravidanza a breve, conviene rimandare l’intervento.
Si perde la sensibilità del capezzolo?
Nei primi mesi la sensibilità può essere ridotta o alterata; nella maggior parte dei casi si recupera. Una perdita permanente è possibile ma rara.
Quanto dura il risultato della mastopessi?
Molti anni, ma non per sempre: il seno continua a invecchiare e risente della gravità. Gravidanze e variazioni di peso importanti possono far perdere parte del risultato, per questo conviene operarsi a peso stabile.
Quando fare la mastopessi dopo una gravidanza o un dimagrimento?
Dopo l’allattamento conviene aspettare almeno 6 mesi dalla fine, perché il seno cambia ancora. Dopo un dimagrimento importante il peso deve essere stabile da alcuni mesi.
Che differenza c’è tra mastopessi e mastoplastica riduttiva?
La mastopessi risolleva il seno senza ridurne in modo significativo il volume. La mastoplastica riduttiva toglie anche ghiandola e grasso per alleggerire un seno troppo grande, e lo risolleva allo stesso tempo.
Approfondimenti
- Mastoplastica additiva
- Mastoplastica riduttiva
- Sostituzione delle protesi mammarie
- Lipofilling
- Il percorso chirurgico in Dermacademy
- Chirurgia plastica
Testo scritto e rivisto dal Dr. Giovanni Menchini, direttore sanitario di Dermacademy srl, iscritto all’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Pisa, n. 3988. Ultima revisione: 26/10/2026.
Fonti: Regnault P., “Breast ptosis. Definition and treatment”, Clinics in Plastic Surgery, 1976 (classificazione dei gradi di ptosi). · Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva-rigenerativa ed Estetica (SICPRE), informazioni per i pazienti sulla mastopessi. · American Society of Plastic Surgeons (ASPS), informazioni per i pazienti sul breast lift (mastopexy): indicazioni, rischi e recupero.
Le informazioni di questa pagina hanno scopo informativo e non sostituiscono la visita medica. La chirurgia plastica ed estetica è erogata da Dermaveris srl, direttore sanitario Dr. Roberto Di Mitri.
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